Sull’Apprendimento

Come funziona l’apprendimento?

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L’apprendimento cambia o modifica la conoscenza, l’abilità, il comportamento tramite la pratica o l’esperienza. L’apprendimento deve essere visto come un processo. Fondamentalmente, i risultati dell’apprendimento non sono permanenti e di solito tendono a essere dimenticati (seguendo una formula esponenziale).

L’apprendimento stesso non può essere misurato, ma i suoi risultati possono essere valutati con vari metodi, sia con un’autovalutazione, sia con una valutazione esterna.

Ricerca sul cervello

Il cervello contiene miliardi di cosiddetti neuroni, ovvero cellule nervose organizzate in schemi.

Il cervello è costituito da circa 100 miliardi di queste cellule chiamate neuroni e fino a 5 volte di più da cellule di supporto o gliali.

In complessi animali pluricellulari, come insetti e mammiferi, vari tipi di neuroni formano circuiti di segnalazione. Nel semplice tipo di circuito chiamato arco riflesso spinale, gli interneuroni collegano più neuroni sensoriali e motori, consentendo a un neurone sensoriale di influenzare più neuroni motori e un neurone motore ad essere influenzato da più neuroni sensoriali; in questo modo gli interneuroni integrano e potenziano i riflessi.

Ci sono regioni nel cervello che si dedicano allo svolgimento di diverse funzioni, ad esempio a registrare ed elaborare informazioni sulla luce o sul suono, mentre altre regioni del cervello sono responsabili dei movimenti e della sensibilità.

Tutte le regioni del cervello devono lavorare insieme per attivare le funzioni cerebrali più avanzate. Quindi: “Il cervello funziona nel suo insieme”.

Si sa molto poco sui modi in cui i processi mentali vengono eseguiti all’interno del cervello. La regolazione del flusso sensoriale è stata studiata per quanto riguarda la vista e l’udito. Esistono unità speciali che elaborano informazioni visive costituite da circuiti neuronali che riconoscono linee rette e strutture orizzontali e verticali. Esistono unità simili per altri tipi di segnali, ma ne esistono anche altre più adattabili. Tali unità possono essere attivate inconsciamente, per sopprimere ad esempio un rumore di fondo o impedire che raggiunga l’udito cosciente. Ad esempio, quando una ventola a bassa frequenza che funziona da alcune ore viene spenta, ci rilassiamo. Ciò indica che il processo inconscio di soppressione del rumore di fondo richiede energia.

È anche possibile attivare e/o modellare tali unità consapevolmente. In modo simile alla soppressione inconscia del rumore di fondo, anche la soppressione attiva e cosciente richiede energia. Le funzioni mentali che si sono formate in condizioni normali, funzionano in modo ottimale in condizioni simili. Se le condizioni dovessero cambiare, la precisione delle funzioni potrebbe essere compromessa, il che potrebbe comportare una maggiore incertezza nei processi e quindi anche un aumento del consumo di energia.

Memoria

La “memoria di lavoro” (spesso chiamata memoria a breve termine) si trova nella parte prefrontale del cervello. Ha la capacità di memorizzare circa sette elementi per il periodo di circa un minuto. È una specie di pre-processore della memoria. Se bisogna memorizzare le informazioni per un periodo più lungo, le parti interne del cervello vengono attivate a tale scopo. Tuttavia, questi elementi saranno rapidamente dimenticati, dal momento che non vengono ricordati regolarmente.

La memoria e l’apprendimento sono così strettamente collegati che le persone spesso li confondono tra loro. Ma gli specialisti che li studiano li considerano due distinti fenomeni.

Questi specialisti definiscono l’apprendimento come un processo che tenderà a modificare un comportamento successivo.

La memoria, d’altra parte, è la capacità di ricordare le esperienze passate.

Una nuova lingua si impara studiandola, ma poi la si parla usando la memoria per recuperare le parole imparate.

La memoria è essenziale per tutto l’apprendimento, perché consente di archiviare e recuperare le informazioni apprese. La memoria non è altro che il ricordo lasciato da un processo di apprendimento.

Pertanto, la memoria dipende dall’apprendimento. Ma l’apprendimento dipende anche dalla memoria, perché le conoscenze archiviate nella memoria forniscono il quadro a cui si collegano nuove conoscenze, per associazione. E più ampia è la propria struttura di conoscenze esistenti, più facilmente si possono collegare nuove conoscenze ad essa. (adattato da „The brain from Top to Bottom“, https://thebrain.mcgill.ca/flash/d/d_07/d_07_p/d_07_p_tra/d_07_p_tra.html, accesso del 1/6/2019)

Modello del Cervello

Le informazioni vengono memorizzate nel cervello costruendo connessioni tra i neuroni.

Queste connessioni possono essere approfondite dall’uso frequente delle stesse. Più volte una persona usa queste connessioni, meglio le stesse sono conservate nella memoria.

Questo processo può essere paragonato a un campo di giovane grano attraversato da un’auto che preme sull’erba e lascia una traccia.

Il cervello funziona in modo simile. Dopo aver creato la connessione dei neuroni, il cosiddetto engramma (paragonabile alla prima traccia lasciata nell’erba), questo potrà essere usato varie volte, ad esempio ripassando il contenuto, guardando le stesse immagini per più volte, scrivendo il contenuto o disegnando una sua immagine.

Questo è il modo in cui si crea memoria duratura. Ciò significa che le informazioni memorizzate cambiano continuamente la struttura fisica del cervello, elaborando le impressioni, le sensazioni o altre percezioni.

L‘apprendimento come acquisizione di informazioni, rispetto all’apprendimento duraturo

L’apprendimento è definito come una modifica nella conoscenza, nelle abilità e nel comportamento, mediante la pratica o l’esperienza. L’impulso al cervello viene elaborato nella memoria di lavoro. Ma ciò che viene memorizzato nella memoria di lavoro, tende ad essere dimenticato altrettanto rapidamente di come è stato memorizzato.

L’esperimento del cavatappi

Ecco un esempio (chiamato esperimento del cavatappi):

Nell’esperimento del cavatappi, l’insegnante mostra agli studenti 5 parole diverse per il termine “cavatappi” (in lingue esotiche) e lascia loro 30 secondi di tempo per memorizzarle. Trascorso questo tempo l’insegnante continua con la lezione per circa mezz’ora o un’ora. Poi consegna dei fogli di carta agli studenti chiedendo di scrivere i termini del cavatappi che ricordano. Il risultato è sempre simile (in tutte le fasce d’età): dal 5% al ​​10% può ricordare una parola, tutti gli altri non ricordano nessuna delle parole del linguaggio esotico.

Questo è un esempio di come viene fatto oggi il cosiddetto “apprendimento”.

Studiare con uno smartphone

Quando si impara a utilizzare uno smartphone, si cerca qualcosa, si ottiene riscontro, si legge ciò che si è trovato e si pensa di aver imparato. Ma le informazioni acquisite verranno dimenticate molto rapidamente (nel peggiore dei casi entro un minuto).

Quindi – cosa facciamo quando pensiamo di imparare? Troviamo le informazioni richieste e ce ne rendiamo conto. Ma non le ricorderemo per molto tempo. Sono informazioni labili.

Dobbiamo aver cura di ottenere risultati più duraturi. Questo tipo di studio si chiama appunto apprendimento duraturo. Il termine „apprendimento duraturo“ è stato utilizzato da Peter Mazohl in questo contesto nell’ambito del progetto TIBL Erasmus+ (https://www.tibl-project.eu/).

Apprendimento duraturo

L’apprendimento in genere funziona come segue:

  • sentiamo qualcosa di nuovo (o otteniamo nuove informazioni, vediamo qualcosa …)
  • il nostro cervello elabora l’informazione (che è sempre “piccola”)
  • viene costruita la connessione dei neuroni
  • dopo qualche tempo, se non usiamo la nuova conoscenza acquisita, la connessione si dissolve – e abbiamo dimenticato ciò che abbiamo imparato.

Fondamentalmente, classifichiamo ciò che viene appreso come “conoscenza”. Le abilità o il comportamento derivano da ulteriori connessioni (usando la conoscenza).

L’apprendimento duraturo significa che le informazioni si ricordano per un tempo più lungo. Questo dovrebbe essere il “risultato effettivo” dello studio. Le connessioni tra i neuroni possono essere allargate (o approfondite) da contesti specifici e ciò porta a una migliore reminiscenza di quello che abbiamo imparato. Questo tipo di studio si chiama apprendimento duraturo.

Il termine di „apprendimento duraturo“ è stato utilizzato da Peter Mazohl in questo contesto nell’ambito del progetto TIBL Erasmus+ (https://www.tibl-project.eu/).

Metodi di apprendimento duraturo

Alcuni fatti:

  • La pratica accresce l’apprendimento.

La pratica che crea nuove reti neuronali è la più efficace.

  • La quantità di esperienze (in un ambiente di apprendimento complesso) è direttamente proporzionale alla quantità di cambiamenti nel cervello. L’aumento dipende dal contesto (apprendimento di gruppo, apprendimento di progetto)
  • L’apprendimento struttura e riorganizza il cervello
  • Le emozioni hanno un’enorme influenza sull’apprendimento (consentono un apprendimento migliore o possono addirittura bloccare l’apprendimento).

 

  • Creare un contesto sicuro (1)

Un ambiente di apprendimento sicuro deve sfidare i partecipanti a spostarsi al di fuori della loro zona di comfort e consentire loro di crescere e praticare nuove abilità. È qui che entra in gioco la parte “consapevole” della pratica dell’apprendimento duraturo. Gli studenti esplorano e provano nuove idee e tecniche in uno spazio sicuro e di supporto. E questa è una parte importante dell’esperienza di apprendimento. Gli studenti devono spingersi al di fuori della loro zona di comfort, esercitandosi con le migliori espressioni, gesti ed esercizi vocali, a volte persino essendo filmati. In un tale ambiente, possono commettere errori e imparare da essi, senza lo stress di trovarsi in un contesto di lavoro operativo.

  • Contenuti di formazione personalizzati

Un contenuto di formazione personalizzato facilita l’applicazione di nuove competenze, in quanto è ampiamente riconosciuto che ognuno impara in modo diverso. Non si tratta di un approccio di apprendimento uguale per tutti, ma un singolo trainer che si trova a lavorare con personalità diverse. Il contenuto della formazione deve essere adattato alle esigenze di ciascun gruppo, affinché sia ​​pertinente. Il progettista della formazione deve tenere conto delle caratteristiche degli studenti e creare il contenuto o le storie a cui possono relazionarsi.

  • Apprendere “poco e spesso”  

Ciò facilita il cambiamento di comportamento a lungo termine. Uno dei motivi per cui i programmi di formazione sul posto di lavoro falliscono è perché i partecipanti non possono applicare ciò che hanno appreso. Una recente ricerca mostra che il micro-apprendimento, o l’apprendimento in blocchi di dimensioni ridotte, rende il trasferimento dell’apprendimento dall’aula alla scrivania più efficiente del 17%. L’apprendimento “poco e spesso” consente agli studenti di interagire con le nuove informazioni in modo più approfondito (50% in più, secondo la ricerca). Scomponendo grandi quantità di contenuti di formazione in piccoli capitoli, si aiuta il cervello a elaborare e conservare meglio tali informazioni. È molto più facile introdurre nel contesto lavorativo dei dipendenti dei momenti di apprendimento piccoli o micro.

L’apprendimento capovolto è un metodo di apprendimento duraturo. Ecco alcuni fatti che descrivono come funziona l’apprendimento duraturo con Flipped Learning:

  • L’apprendimento capovolto è apprendimento attivo
  • Gli studenti devono fare qualcosa durante il processo di apprendimento
  • L’apprendimento capovolto utilizza multimedia e interattività
  • Diversi spazi di studio consentono l’approfondimento dei risultati di apprendimento
  • e …

Ulteriori informazioni su questo argomento sono disponibili nella “Flipped Learning Guide“ (Guida all’apprendimento capovolto).


(1) Adattato da: Alison Carter (2019), “Sustained learning: A modern approach for results-driven L&D professionals”, https://www.colinjamesmethod.com.au/results-driven-sustained-learning/, visto il 01/06/2019

  • Informazioni sugli autori

    Peter Mazohl è insegnante di Scuola Superiore e docente presso l’Università Tecnica di Vienna, in Austria. Mikhail Filioglou è insegnante di Scuola Superiore e insegnante di formazione ad Atene, in Grecia. Harald Makl è insegnante di Scuola Superiore e insegna all’Istituto Superiore di Pedagogia a Baden, in Austria.